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Capperi, cucunci e malvasia

Aggiornato il: 21 mar 2019

Salina ha in serbo tante sorprese, tanti doni. Il senso di serenità e bellezza, che ispira quest'isola, ha affascinato profondamente anche Massimo Troisi che qui ha girato Il Postino, suo ultimo film. Non mondanità e luci di riflettori che si accendono solo quindici giorni l'anno ad uso e consumo di frettolosi turisti, ma isola viva che coltiva ancora i suoi campi e incrementa la produzione della malvasia. Nel mondo questo "nettare degli dei" è conosciuto come "Malvasia di Lipari" e viene sì prodotto nelle isole Lipari, ma principalmente a Malfa di Salina. I capperi sono un simbolo per le Eolie ma solo qui vi sono vaste coltivazioni. Isola viva che ha saputo promuovere e far istituire la riserva naturale che protegge due vulcani spenti e ammantati di una fitta vegetazione: Fossa delle Felci e Monte Porri.

I Greci la chiamavano Didyme (gemelli) per la presenza di questi particolari rilievi vulcanici, separati dall'altopiano di Valdichiesa, che contraddistinguono l'isola. L'attuale nome deriva, invece, dalla salina, oggi laghetto salmastro, che si protende vicino alla costa verso Lipari. Il sale, qui prodotto, era indispensabile e veniva utilizzato per conservare il pesce e i capperi.

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