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  • peppepaletta

"Ciao" ad un treno che passa


L’antica Torre è lì dall’anno 1000 come una sentinella immobile. Fu costruita come avamposto di controllo della costa dalle incursione delle navi saracene. Quando arrivarono gli Occitani dal Piemonte ci costruirono intorno e fondarono Guardia. Aprile a La Gàrdia dovrebbe essere un mese caldo, le giornate più lunghe e umide, il mare calmo che bacia la spiaggia, gli strilli rauchi dei gabbiani a far capire che l’inverno ripiega per una primavera sfolgorante.


Non è così, non si vede niente, la nebbia avvolge il paese, Carmela ci saluta in occitano. Una minoranza tra le minoranze che rischia di sparire. Una piccola comunità che ancora parla la lingua che racchiude la storia dei Valdesi in Calabria.

In quest’area schiacciata tra creste e salsedine, i Valdesi giunsero dalla Val Pellice (XIII sec.) per sfuggire alle persecuzioni religiose seguite alla scomunica per eresia. Erano agricoltori, pastori, tessitori e praticavano in silenzio la fede contrastata. Mantenevano i contatti con i luoghi d’origine attraverso i «barba», predicatori itineranti che si spacciavano per artigiani, commercianti. Lo fecero fino al 1561, quando con un inganno l’esercito DEL VICERE' si introdusse nella cinta muraria compiendo una vera e propria strage. Il sangue degli abitanti prese a scorrere lungo i viottoli fino ad attraversare la porta urbica che da quel giorno venne ribattezzata “porta del sangue”.


Nelo oggi sorride poco perché gli mancano la moglie e la figlia. Non protesta contro nessuna Chiesa, ma è un po’ un “valdese” anche lui. Parla poco italiano, ma si fa capire. Nelo è solo, in Italia è solo. Aiuta a parcheggiare le macchine dei turisti e custodisce con lo sguardo lo Scoglio della Regina.


A chi sorride di meno. A Nelo che fa “ciao” ad un treno che passa.


https://www.youtube.com/watch?v=ETqkKMDazMU



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