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Il piccolo Paradiso di Leonida Repaci

Il sentiero del tracciolino, definito anche sentiero azzurro, è un vero e proprio “balcone” sullo stretto, procede a mezzacosta a picco sul mare con uno sfondo pressoché unico, riesce davvero a prendere dall’inizio fino alla fine, l’attenzione di ogni turista, fotografo, naturalista, appassionato con mille differenti inquadrature su questo tratto fantastico del mediterraneo. Lo sguardo riesce a spaziare da Capo Vaticano fino a Scilla e all’imbocco settentrionale dello stretto di Messina senza tralasciare la possibilità di sbirciare sull’Etna e di contare una ad una le isole Eolie, dalle più vicine alle più lontane. Insomma, un panorama mozzafiato continuo, apprezzato da turisti ed escursionisti di tutto il mondo.

La sua storia parte da lontano, il Tracciolino è davvero un antico sentiero, può raccontare storie di passaggi di uomini, animali, di acqua, cibo, probabile spettatore di millenarie leggende di lotte e guerre mitologiche, e ora come un tempo, il suo più avanzato promontorio, permette di osservare bellissime migrazioni primaverili. L’escursione parte proprio da Monte S. Elia, il punto di riferimento sono proprio le tre Croci, dove un piccolo sentiero scende vertiginosamente su di una dorsale fino alla sterrata che via via diventa sentiero a senso unico coperto spesso da felci ma che permette nonostante tutto una atmosfera davvero particolare. Proseguendo verso sud si apre la vista sulla cittadina di Palmi e sulle innumerevoli calette della costa. Al tramonto il mare si tinge di viola… per via del colore che le acque assumono con il sole che si butta in acqua. Il piccolo Paradiso lo chiamava Leonida Repaci, e mi sa che non sbagliava affatto!


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