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Il Selvaggio Viola a picco sul mare

Giunti a Ceramida, frazione di Bagnara Calabra, si scende per il “sentiero dei francesi” (o selvaggio viola), così chiamato in quanto all’epoca di Bonaparte, i militari francesi scavarono un tunnel nella roccia che affaccia sul mare, dotandolo di cannoni per difendere dalla flotta Inglese il porticciolo di Bagnara. Il ripido sentiero regala panorami sensazionali, una vista d`eccezione sull`azzurro con in primo piano la Baia di Rocchi, il porto di Bagnara e l`inconfondibile torre Aragonese di Capo Rocchi, detta anche di Re Ruggero, una antica torre di segnalazione e avvistamento che risale al 1547. Il sole è a picco sulle uve di Zibibbo e Malvasia, la ginestra colora di giallo l’intero tracciato e la canicola bagna magliette e ti colora il viso come i papaveri dei terrazzamenti. Qui i contadini hanno tirato su famiglie salendo e scendendo da questi dirupi con casse di uva sulle loro spalle o su quelle degli asini imbragliati. La vista è incantevole, sembra di poter toccare ogni cosa, qui la Costa Viola domina su un paesaggio che ha di fronte le isole Eolie e lo Stretto. Anche Outi si affaccia sul mare e sorride come i primi navigatori greci e fenici. Lei è finlandese e ha 76 anni ed oggi ha assistito a questo spettacolo affascinante insieme a noi. Come facevano i pescatori, i monaci, i mercanti e i guerrieri. Che partivano dalla foce del fiume Petrace, l’antico Metauoros (oggi Gioia Tauro), per poi giungere fino a Bagnara e, da lì, snodarsi verso i luoghi del mito, Scilla e Glauco fino a Torre Cavallo,Villa San Giovanni, dove si segna la distanza minore tra le due sponde dello Stretto. Sono i luoghi, da dove è passata la storia.


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