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Nella vallata dei mandorli. Il Castello e il borgo dell’Amendolea

Metti una domenica nella cuore della Calabria Grecanica. Tra la fiumara, il borgo e il Castello dell’Amendolea.

Il borgo antico è raggiungibile inerpicandosi per una ripida salita che dalla frazione conduce ad un piazzale, dal quale si possono ammirare i ruderi dell’abside della Chiesa di Santa Caterina, ai margini di un cimitero senza croci. Più avanti, segata dal tracciato viario, sorge la chiesa di San Sebastiano, con il suo campanile cuspidato, espressione architettonica tardo barocca, tipica di queste lande. A solo cento metri, sulla via poderale per Bova, una stradina sterrata, sulla sinistra, conduce alla chiesa di San Nicola.

All’estremità meridionale del borgo, oramai dominato dai ruderi delle abitazioni private, si erge la chiesa dell’Annunziata, orientata ad est secondo la liturgia orientale.

Il Castello comprende una prima torre cappella costruita in età normanna, che presenta al secondo livello la chiesetta a pianta absidale, orientata, con ingresso rivolto a sud secondo la tradizione bizantina, e le panche laterali realizzate in muratura. Assieme ad una piccola cisterna sono questi gli elementi più antichi dell’edificio.

Una seconda cisterna, di grandi dimensioni, è databile tra il secolo XI e il XII. Allo stesso periodo sono ascrivibili le mura di recinzione e la seconda torre che custodisce la preziosa cappella palatina, una chiesetta estremamente raffinata.

Il castello fu rimaneggiato nelle epoche successive, e furono aggiunti eleganti ambienti alla torre mastio, come il grande camino costruito tra il XIII e il XIV secolo. Il terremoto del 1783 determinò nel terreno profondi cedimenti che si trascinarono gran parte delle strutture dell’area del castello, che fu di conseguenza abbandonata.



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