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Połëcënellë Bielle e Połëcënellë Bruttë

La gente assiste allo spettacolo disponendosi intorno alla piazza e qualche anziano offre ai “Pulcinelli” del vino. Alessandria del Carretto, ubicato a circa mille metri sul livello del mare, è un paese alle pendici del Pollino in provincia di Cosenza ai confini tra la Calabria e la Basilicata, fondato nel XVII secolo ad opera di contadini provenienti da Oriolo.

La forza della tradizione, il respiro degli spettacoli teatrali greci, l’abbraccio condiviso tipico dei momenti di festa più autentici. ICarnevale di Alessandria del Carretto è tra le manifestazioni di settore più antiche del Sud.

Protagonisti indiscussi, come detto, i Połëcënellë (ovvero i “Pulcinella”), con il loro colorato e prezioso abito che si esibiscono in danze propiziatorie proprio alle porte della primavera. Due le varianti possibili: i Połëcënellë Bielle(che rappresentano la figura dei belli, l'apollineo, l'impulso e la bellezza) e i Połëcënellë Bruttë, effigi del frastuono e della disorganizzazione.La maschera dei belli era legata a determinate famiglie di Alessandria che tramandavano l'arte del vestirsi e quella del ballo di padre in figlio. La loro maestria era riconosciuta dalla comunità ed era motivo di orgoglio e di distinzione. Il copricapo, la maschera lignea e lo scriazzo erano di proprietà del pulcinella, mentre il resto dell'abbigliamento veniva prestato per l'occasione, solitamente dalla famiglia di cui il pulcinella era legato dal vincolo sentimentale.

Il corteo dei Polëcenellë Brutte, invece, in passato era accompagnato dalle zampogne a chiave e il loro ballo era disordinato al punto da stereotipare movimenti grotteschi. Entravano in scena non appena i belli andavano via. Le due figure non entravano mai in contatto. La messa in scena dei Belli e Brutti è una lotta rituale, tra la povertà e la ricchezza, tra l'inverno e la primavera, tra il buio e la luce, tra l'ordine e il disordine.Non solo Połëcënellë, però, ma anche l’Ursë (un uomo robusto camuffato da animale con caratteristiche ed elementi che ne esasperano le fattezze brutali, simbolo della forza oscura della natura e del bosco, dell'entità mostruosa che va domata) e il Coremmë con l'abito nero del lutto e con il viso tinto dal nero fumo, incarnazione della Quaresima, ovvero la fine del periodo carnevalesco.

Il Carnevale di Alessandria Del Carretto, insomma, è un vero e proprio Carnevale autentico capace di proiettare gli spettatori negli usi e nei costumi del borgo, il più alto del Parco Nazionale del Pollino. Un momento di riscatto per la comunità e per i giovani soprattutto (riuniti per mesi per la preparazione delle maschere), ma anche un evento dove tradizione e leggende si confondono senza soluzione di continuità.



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