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Solitudini nude e care. Placanica (RC)

In Calabria, a Placanica il prete non sale a dire messa la domenica e Benito l’ascolta su rai uno. Ha l'orto da curare, il suo pezzo di terra laggiù..."è buono", dice, esposto al sole. La televisione è a palla e per questo mi sono avvicinato. Christian, il nipote, è caduto e ha battuto il mento... “la mattina lo tengo sempre io... “ É stato in Germania tre anni a lavorare in un cantiere edile. È stato "sovrintendente" nei campi a Strongoli dove raccoglieva le barbabietole. Ci sediamo sui gradini davanti casa e da fuori si intravede un enorme stanzone con il letto ancora sfatto e poco più in là... la tavola già preparata per il pranzo della Domenica. - Bení cosa ti mancava del tuo paese? - Il profumo...


Così lo descrive Edward Lear nel suo diario di viaggio:

“(…) questo posto non ha profondità, ma è come se fosse solo una superficie, essendo le case costruite una sopra l’altra sugli orli e in crepacci, sulla facciata di una grande roccia sollevata in una cima, e il suo più alto pinnacolo adornato da un moderno palazzo. Non si può immaginare lo strano effetto che fanno queste città, persino per quelli abituati alle irregolarità delle architetture del sud Italia; Motta Placanica sembra costruita per essere una meraviglia per il passante.” (Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi, Rubbettino)





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